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> Oltre il Reale - Ludovico Pratesi
Intervista a Irene Kung
I.K.: Prima di tutto giro per la città senza scattare foto. Cammino, sento l'atmosfera della città, giro intorno ai monumenti, osservo la luce. Di solito c'è un momento nel quale riesco a sentire l'atmosfera della città e dei suoi monumenti. Questo è il mio punto di partenza. In seguito decido a che ora la luce mi aiuta a ritrarre il monumento cosi come l'ho percepito .
I.K.: La scelta del soggetto è essenziale. Il monumento, la scultura,il mare.La pausa, la meditazione si può creare in tutto quello che ci circonda.
I.K.: Non intendo rappresentare la realtà. Lo stato d'animo, il pensiero è importante.Al momento dello scatto intorno ad ogni monumento c'era gente che correva,tutto era in movimento. Nel mio lavoro il movimento e il rumore scompaiono nel buio. Tutti corrono e io mi fermo.
Il sogno. L'aspetto onirico delle mie opere non è casuale. Lavorando intuitivamente mi avvicino al contenuto misterioso e essenziale del soggetto. Sognando ad occhi aperti, si diventa capaci di guardare dietro l'angolo. Non puoi pensare se non sai immaginare.
I.K.: La mia ricerca è concentrata sulla verità nel profondo senso del termine. Un concetto che non posso raccontare attraverso immagini che non rispecchiano la realtà, senza circondarla di un alone di mistero, di sospensione nel tempo e nello spazio. Penso che l'artista debba dare al pubblico quello che il pubblico non ha, e quindi il compito di un'artista contemporaneo e' quello di far sognare le persone attraverso un messaggio positivo e intimo. Dice Hölderlin: « Là dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che ti salva». Parafrasandolo, si puo' dire che dove cresce la realtà negativa, cresce anche il sogno che ti salva. |
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